Il Carnevale di Cento tra risate e tradizione

19 Gen , 2012  

carnevale di cento

Nella ricerca della meta più adatta per trascorrere un Carnevale fuori porta, lontano dalle preoccupazioni quotidiane e dai ‘postumi’ del ritorno dalle vacanze natalizie, non si può non prendere in considerazione la cittadina posta esattamente al centro delle province di Ferrara, Bologna e Modena, stiamo parlando di Cento.



Il Carnevale a Cento, per quanto possa sembrare paradossale, è una questione seria! È proprio Cento, infatti, a godere del primato cronologico italiano insieme a pochi altri fortunati, nonché internazionale, essendo stata la prima città della penisola a firmare le carte per un gemellaggio con niente di meno chè Rio de Janeiro, patria della festa del Carnevale ormai da secoli.

Lo spirito goliardico di Cento prende vita nei carri allegorici di proporzioni mastodontiche che sfilano ogni domenica, per tutto il periodo carnevalesco, le cui sagome dal profilo umano e non verranno valutate dai giudici che stabiliranno chi dei partecipanti potrà avere l’onore di partecipare alla Notte dei Campioni, nel sambodromo carioca.

Dall’alto dei 20 m di altezza dei carri, parte il caratteristico ‘gettito’, usanza praticata sin dal passato storico del centro urbano medievale e che presta fede al detto ‘Nessuno torna a casa da Cento a mani vuote!’. Gadget su gadget vengono letteralmente ‘gettati’, appunto, sulla folla, mentre per le strade si fa largo per l’arrivo di ballerine e percussionisti brasiliani della Bojia Flor che riempiono l’aria di un’atmosfera brasiliana a cui non si può resistere.

Per chiudere in bellezza, infine, dopo la parata finale ha luogo il ‘Rogo di Tasi’, maschera locale di Cento ispirata ad un abitante del luogo realmente esistito nel passato ottocentesco della città, Luigi Tasini, divenuto famoso per aver preferito un buon bicchiere di vino d’annata alla moglie, restando fedele alla propria fama di buongustaio doc.

Le fiamme vengono appiccate subito dopo aver letto il testamento, interamente redatto in dialetto, in cui, al culmine dello spirito goliardico che non risparmia neanche i propri vicini di casa e se stessi, sono srotolati tutti i vizi e i difetti dell’accogliente Cento, ‘messa alla gogna’ per l’ultimo giorno di Carnevale, in attesa di tornare alla normalità e iniziare a contare i giorni che mancano al prossimo appuntamento!

Foto di mfortini



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