viaggio in tashkurgan cina

Cina sudoccidentale: Tashkurgan, dove osano i viaggiatori

30 Nov , 2013  

viaggio in tashkurgan cina

Cina sud occidentale: provincia Tagika un territorio autonomo,  città principale: Tashkurgan, il suo nome significa “città di pietra”;  fondata nel 1954, è stata costruita in bilico su un poggio scosceso,  e fa parte del distretto di Kashgarun angolo sperduto del mondo, famoso per aver fatto da scenario alle riprese del film “il Cacciatore di Aquiloni”, una reinterpretazione cinematografica del romanzo di Khaled Hosseini.



La regione si trova su un altipiano a tremila metri d’altitudine, prevalentemente desertico, dai grandi spazi aridi e dalle tinte quasi lunari, e si estende lungo la striscia del Pamir orientale, la cui  superficie ospiterebbe ben due volte la Sicilia. La popolazione comprende in massima parte pastori, e la densità della popolazione è di una persona per ogni chilometro quadrato.

Le abitudini e lo stile di vita sono ferme a fine ‘800, se non per qualche vecchio modello di auto e qualche antidiluviano trattore; i  pastori rigorosamente nomadi abitano in piccole “yurte”, le tipiche case mobili di questo popolo, o in piccole costruzioni di pietra edificate utilizzando l’argilla. La comunità è di etnia islamica e di lingua persiana, una civiltà in fondo in via di estinzione,  purtroppo.

Tashkurgan - Xinjiang

In questa terra la vita  trascorre senza scosse o grandi rinnovamenti, lontana dalla civiltà vera e propria e caratterizzata dalla lentezza dei giorni vissuti in modo semplice, e senza supporti tecnologici, lo scandire del tempo va ancora a braccetto con l’alba e il tramonto che si avvicendano su questa terra affascinante, dove il colore scarlatto dei pochi arredi nelle case , e il rosso accesso degli abiti tradizionali delle donne, è la sola cosa che ricorda l’evoluzione della  Cina. Un antico detto afferma che: ” i Tagiki vivono in cinque sfumature di rosso”

L’elettricità arriva solo nel capoluogo della provincia, nel resto della regione si usano ancora le candele o le lampade a olio e l’unico mezzo di riscaldamento è il fuoco libero, che qui è considerato sacro grazie al culto del fuoco di Zarathustra, arrivato secoli fa fin nelle terre tagiki percorrendo la storica “via della seta”, infatti è proibito spegnere le fiamme soffiandoci sopra perché il respiro umano è ritenuto “impuro”.

La temperatura in questa regione scende anche sotto i 35° e i pastori restano per giorni asserragliati nelle loro abitazioni di pietra cucinando su caratteristici treppiedi di argilla le specialità della cucina tagiki: carne di cavallo al sesamo e carne di yak. Nella regione oltre che la dottrina di adoratori del fuoco, troviamo anche l’islamismo, ma della fazione sciita.

Punto di destinazione turistica è la  strada asfaltata che si chiama Karakoram Highway  detta anche “internazionale”;  la più alta del mondo, percorre la Cina per ben 1300 km, è li in mezzo al passo Khunjerab Pass,  che si trova il Tashkurgan e le Montagne Rosse, che tingono con i loro riflessi tutto il territorio di una luce violacea.

Bambino del Tashkurgan

Questa strada è una delle destinazioni ambite dai turisti che vogliono “osare” un viaggio assolutamente esclusivo, in un luogo magico, quasi surreale, completata nel 1982 è la maggiore via di passaggio della regione; adatta solo per i più ardimentosi, ma vi sono regole e consigli utili per chi vuole arrivare e conoscere questo lontano paese: Una volta arrivati a Kashgar Stone City, sarà utile richiedere un permesso di confine, durante le visite nella città di pietra è consigliabile non trattenersi per più di trenta minuti, è fondamentale in quella regione rispettare le tradizioni e le pratiche locali, ed è molto gradito se gli ospiti portano piccoli doni per i bambini, praticamente è ormai un’usanza, infatti i piccoli abitanti del posto sono sempre in attesa di ricevere un piccolo regalo dei viaggiatori.

Il viaggio per raggiungere Tashkurgan, non è certo come andare al bar all’angolo sotto casa, ma è meno difficile di quello che si possa pensare; ovviamente la destinazione comporta cambi di mezzi, ma voli, treni e autobus non mancano per portarvi fin sotto le mura della città da dovunque voi partirete; ed anche se il paese è cosi sperduto e prevalentemente rurale vi sono alcuni ottimi Hotel pronti ad accogliere gli stranieri con tutti i riguardi tipici di questa cultura.

Citiamo per primo il Dushanbe Serena Hotel, l’hotel è un bellissimo 5 stelle; con arredi eleganti e superbi servizi tipici del luogo, è senz’altro il migliore hotel della città; poi c’è lo Hyatt Regency Dushanbe, e infine il Tajikistan Dushnabe, anche questi ottimi alberghi famosi soprattutto per i loro centri benessere e di relax , attuati con antichissime tecniche del luogo.



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