Viaggio a Lienz: cosa non perdere della ‘perla della dolomiti’

28 Feb , 2012  

visitare lienz perla delle dolomiti

Paesaggi da cartolina e l’eleganza tipicamente nordica del Tirolo è ciò che attende chiunque parta alla volta di Lienz, città della zona dell’Ostirol le cui fondamenta posano a pochi km di distanza dal confine italiano.



Da non confondere con la Linz dalla pronuncia molto simile appartenente all’Alta Austria, la cosiddetta ‘perla delle dolomiti’ è una delle poche città della zona solitamente caratterizzata da basse temperature tutto l’anno a godere del primato di centro abitato maggiormente accarezzato dai raggi del sole, offrendo così il clima ideale per escursioni tra la lussureggiante vegetazione alpina e  visite approfondite nel cuore del centro urbano.

Pur essendo interamente circondata dalle vette innevate delle Dolomiti austriache, Lienz rimane paradossalmente una cittadina dai tratti familiari, gravitando ancora nell’orbita dell’Italia mediterranea, ed è in questa sua natura ambigua che risiede il fascino di una città in bilico tra due mondi completamente diversi ma nonostante tutto perfettamente in sintonia tra di loro.

Per penetrare già dalla prima visita nel tram tram quotidiano di Lienz basta incamminarsi lungo la piazza maggiore della città, ovvero Hauptplaz. Qui decine di caffetterie all’aperto costeggiano le strade insieme a caratteristici edifici d’epoca e succedendosi l’uno all’altro fino ad arrivare alla sfavillante chiesa barocca di Antoniuskirche.

A testimoniare inoltre il passato in comune con la città di Gorizia, c’è lo Schloss di Bruck, il castello ricco di storia e testimonianza artistiche dell’arte nordica un tempo appartenuto ai conti friuliani e poi passato nelle mani della blasonata dinastia degli Asburgo. È tra le mura datate e segnate dal passare degli anni che è tuttora possibile ammirare (e fotografare) il soffitto voltato in stile gotico della Sala dei Cavalieri, la Rittelsaal, mentre nelle restanti stanze ci si ritrova nel bel mezzo del poliedrico e moderno Museo del Tirolo Orientale.

Per completare il tour storico-artistico però non può mancare un pist stop presso la chiesa di Sant’Andrea, nella quale è custodito l’organo sacro più antico dell’intera nazione.

Abbandonando le attrattive urbane e rivolgendosi invece alla natura rigogliosa del Tirolo, non ci si può esimere dal tentare almeno uno dei tanti sport che è possibile praticare nel luogo in cui l’attività all’aria aperta, con scarponi ai piedi e cappellino in testa, è di casa. Dal trekking allo slalom nei centri alpini ad alte latitudini fino agli innumerevoli percorsi ciclabili di cui Lienz si è circondata, resta solo l’imbarazzo della scelta.

Pedalando in bici, il sentiero più battuto e consigliato sia da dilettanti che da chi di miglia sul sellino ne ha percorse molte è senz’altro quello di Drau (R1), che srotolandosi in tutta i suoi 336 km  di lunghezza  arriva a toccare Toblach, Spittal, Villach e altri centri  fino alla Slovenia. Per gli amanti delle traversate più tranquille, invece, a portata di macchina c’è il lago di Tristachersee, situato lungo la traiettoria che porta in direzione di Amlach e ideale d’estate come d’inverno, quando le sue acque limpide si ghiacciano e creano una pista da pattinaggio vera e propria, tutta al naturale.

Allo stesso scopo, imperdibile è anche il Weibensee, a 55 km da Lienz, lago balneare più alto della regione famoso tra gli abitanti di Lienz come il famoso ‘lago bianco’ della Val Pusteria.

Foto di Nrares



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