Visitare il Mali: guida ad una delle nazioni più magiche dell’ Africa

10 Nov , 2011  

Mali, Africa

L’Africa è un continente crudele, all’arrivo s’ impossessa del tuo cuore , durante il soggiorno lo contamina e te lo rende alla partenza ormai irrimediabilmente intriso di Mal d’Africa, malattia dalla quale non si vuole guarire più.



Per accostarsi alla realtà africana bisogna spogliarsi dai parametri europei, indossare la nostra atavica anima africana ed accantonare le immagini edulcorate dei documentari, privi dell’essenza stessa dell’Africa costituita dai suoi profumi intensi, la sorridente disponibilità dei suoi abitanti e il senso del tempo scandito da ritmi ai quali non siamo più abituati.

L’Africa non è una sola, è un caleidoscopio di immagini ed esaltanti emozioni : la libertà degli animali nelle incontaminate savane, la diversità delle etnie nei vocianti mercati, l’ enigmatica arte tribale, silenziosi deserti, caotiche megalopoli e villaggi di capanne.

Un capitolo a parte meritano le sue notti, si potrebbe restare svegli nel deserto nello stupore di poter ammirare una quantità impensabile di stelle, mentre nelle savane saranno i rumori a tenerci svegli, ogni ora ha il proprio suono, ogni animale si avvicenda nella melodia incessante.

L’Africa può spiazzare, disorientare, soggiogare, affascinare e avvincere, certamente non lascia mai indifferenti per cui un approccio dolce a chi volesse accostarsi al continente africano è ben rappresentato dal Mali, un paese soave, ricchissimo di tradizioni. Non ci si deve aspettare qui savane popolate da selvaggi animali ma i suoi tesori hanno una malia più delicata, sono racchiusi nel suo scrigno etnografico, nei villaggi di terra rossa dove le donne pestano il miglio o lavano i panni al fiume.

La capitale Bamako non ha monumenti o caratteristiche degne di nota ma i villaggi del paese sopperiscono egregiamente a questa lacuna a cominciare da Djennè con la famosa moschea di fango, nella cui piazza ha luogo ogni lunedì un movimentatissimo mercato.

Chi visita l’Africa non può esimersi da una visita ai mercati settimanali, luogo di incontro più che di scambio dove si possono ammirare da vicino le diverse etnie o essere attirati dai seducenti abiti delle donne e stupirsi nel vedere esposta la più disparata serie di mercanzie esposta sul terreno alla rinfusa, oggetto di animate contrattazioni. Tante stranezze ci attirano: montagne di pesce affumicato, manioca , blocchi di burro di karitè (qui usato anche per scopo alimentare e medico, non solo per uso cosmetico), i bogolan (tessuti dalla lunga lavorazione, decorati con tinte vegetali e fango) mentre tanti fantasiosi fabbri forgiano e riciclano ogni tipo di oggetto.

Sulle sponde del fiume Niger si affaccia la deliziosa cittadina di Mopti, uno dei più bei siti turistici del Mali e porto movimentatissimo che cela le sue bellezze architettoniche nella parte vecchia mentre la cittadina di Segou ci allieta con i suo giardini, le case in ocra rossa ed edifici dell’epoca coloniale.

Il Niger – definito dai Tuareg “il fiume dei fiumi” – è in gran parte navigabile e non c’è niente di meglio di una traversata al tramonto quando le sue acque si tingono di rosso ed arancio, al bordo di un’affusolata pinasse per respirare la sensuale atmosfera subsahariana.

Lungo le sue rive e nelle isole si può entrare in contatto con la etnia Bozo, la prima ad abitare queste sponde, i loro villaggi sono gioielli architettonici dove le forme squadrate sono sconosciute e la sinuosità delle abitazioni assume una connotazione quasi antropomorfa.

Non si può visitare il Mali senza accostarsi all’etnia più enigmatica di quest’area: i Dogon – il popolo delle stelle – nei loro villaggi abbarbicati sulle falesie intorno al villaggio di Bandiagara, abitano non solo case a forma di corpo umano ma anche in un universo denso di simbolismi, sublimando la loro cultura ancestrale in danze rituali nascosti da emblematiche maschere.

I vecchi del paese, che sono i depositari della saggezza, si riuniscono in un edificio con la tettoia di steli di miglio chiamato tugunà, per discutere sui problemi del villaggio. Ogni cosa qui ha un senso, ad esempio il tetto è intenzionalmente basso per far sì che i partecipanti non si possano alzare di scatto e dare vita ad assemblee troppo animate.

La regione di Hombori, abitata dai Tuareg, famosa per la montagna chiamata Mano di Fatima, che riecheggia certe ambientazioni dolomitiche, è ancora vera ed autentica mentre la leggendaria Timbouctu, con la modernizzazione, ha un perso gran parte del suo antico fascino e non è più la fiabesca tappa finale della carovane che percorrevano la via del sale.

Ogni paese africano viene contraddistinto anche dal suo senso del ritmo ed il Mali ha radici musicali solidissime, basate sulla Kora ed il Balafon, due strumenti tipici con armonie che rimandano al jazz, al blues molto in contrasto con le rumorose percussioni africane che immaginiamo.

Spero di avere trasfuso, con le mie parole l’emozione che qui ci viene regalata a piene mani , non sono state scritte con fredda obiettività ma, come dicevo all’inizio, indifferenza ed Africa non possono coesistere nella stessa frase.

Foto: by emilio labrador



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