Il giardino delle Isole Vergini d’America: St. Croix tutta da ‘spluciare’!

31 Dic , 2011  

visitare St. Croix

Mentre il resto del globo è impegnato nell’organizzazione del capodanno 2011, c’è un angolo di terra, ben nascosto in mezzo alla natura rigogliosa delle foreste tropicali, che si prepara a festeggiare il carnevale. Si tratta di St. Croix, forse l’isola più ‘danese’ delle famose Isole Vergini Americane, note in tutto il mondo per lo splendore delle spiagge da sogno e le montagne ricoperte di verde che spiccano in contrasto con l’azzurro delle acque cristalline dell’oceano.



Qui è dalla fine di dicembre fino alle prime settimane di gennaio che si festeggia il Crucian Christmas Festival, in onore delle ‘Sette Dominazioni Europee’ che ne segnarono la storia nel corso dei secoli con l’avvicendamento al potere di inglesi, francesi, americani, olandesi e,dulcis in fundo, del popolo danese.

È questo che fa, ancora oggi, dei 44 km di lunghezza dell’isola un ‘melting pot’ culturale e linguistico strabiliante in cui alla tradizione locale si fondono musiche e danze caraibiche, francesi ed africane come Calypso o Quelbe. Il culmine della festa ha luogo nelle due città coloniali principali, Christiansted e Frederiksted,il 5 gennaio, con la rituale Food, Arts and Crafts Fair. Dolci natalizi, improbabili pasticcini e torte viennesi, frutti esotici e benye (frittelle il cui ingrediente fondamentale sono le banane del luogo) innaffiate da liquori locali, in prima fila dal Cruzan Rum.

La permanenza in quello che Colombo arrivò a definire ‘giardino lussureggiante’ non si esaurisce, però, nei festeggiamenti carnevaleschi e nelle parate tradizionali.

Christiansted, infatti, è una città ricca di sorprese e, sorprendentemente, ricca di storia. Fondata nei turbolenti anni ‘30 del ‘700, l’area nordorientale dell’isola è senz’altro uno dei luoghi più incantevoli su cui posare l’occhio. Tetti rossi e delicate tonalità pastello sulle mura di caseggiati ed edifici di pietra corallina accompagnano il visitatore nella sua esplorazione, che si prolunga fino al forte posto a guardia della baia; uno degli edifici più antichi, invece, e degno di essere osservato più da vicino è lo Steeple Building. Altro non è che una piccola, ma suggestiva chiesa costruita, prima fra tutte, dai colonizzatori danesi. Attualmente trasformatasi in museo, è aperta a tutti i turisti per soddisfare qualsiasi curiosità.

Non meno ricca di attrazioni, Frederiksted fu distrutta dalle fiamme nel 1878 e ricostruita in un impeccabile stile vittoriano pochi anni dopo. Il St. George Botanical Garden e la Whim Plantation, ricca piantagione dedita alla coltivazione della canna da zucchero che conserva ancora l’originale casa coloniale intena, sono solo alcune delle tante sorprese che ha da offrire l’antica città, che attende solo di essere spulciata!

Foto di NOAA’s National Ocean Service



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