Visitare Rovigo: Un trip in mezzo alla storica città delle rose

23 Feb , 2012  

Visitare Rovigo

Da tempo si pensa a Rovigo come alla ‘città delle rose’ per eccellenza della penisola per via dell’autorevole voce messa in circolazione da niente di meno ché Ludovico Ariosto nel suo Orlando Furioso. Dando lustro alla sua descrizione della ‘odorosa’ città con radici etimologiche tratte dal greco, l’Ariosto contribuì così a rendere ancora più nota la città dalla curiosa pianta pentagonale circondata dall’abbraccio fortificato della cinta muraria che risale a decine di secoli fa.



Lambita in parte dalle acque del canale dell’Adigetto, Rovigo rappresenta uno dei centri urbani del Veneto più visitati dagli amanti della storia e dell’arte rinascimentale e non ed allo stesso tempo è capace di catturare l’attenzione di chi ai clamori e al caos della quotidianità delle grandi metropoli preferisce di gran lunga un soggiorno quieto e rilassante tra costruzioni in pietra che hanno ancora molto da raccontare!

Tra gli innumerevoli ‘mausolei’ di storia rovighese, spiccano i monumenti neorinascimentali di cui pullula letteralmente l’intero centro urbano di Rovigo. A fare da apripista sono il Palazzo dei Notai e l’originalissima chiesa, soprannominata  ‘Rotonda’, della Beata Vergine del Soccorso. Se da una parte l’edificio sacro degli ultimi anni del ‘500 fa bella mostra di sé, dall’altra non sfigurano di certo la settecentesca Torre dell’Orologio, quella di via Pighin o la chiesa consacrata a San Francesco, caso esemplare di gotico in stile veneto.

Ma lo splendore rinascimentale vero e proprio si trova nel cuore di Rovigo con il Duomo cittadino, rimaneggiato e rimescolato secondo diverse corrente artistiche così tante volte da lasciare, ancora oggi, una facciata incompiuta.

Dedicata a Santo Stefano, la costruzione svetta imponente su tutta la zona del centro ed è accompagnata dalle due torri pendenti più famose di Rovigo: Torre Donà, i cui 60 metri circa di altezza prendono il nome dalla famiglia patrizia che giocò un ruolo fondamentale nel passato dei rovighesi, e Torre Grimani. A quest’ultima in particolare è stato affibbiato il nomignolo affettuoso di ‘torre mozza’ per via dello stato di quasi totale devastazione che l’ha resa di anno in anno sempre più inclinata, ma nonostante tutto ancora detentrice del suo intatto fascino originario.

Un tempo parte integrante del celeberrimo castello fatto erigere dal vescovo Adria Paolo Cattaneo intorno al 520, infatti, la torre mozza costituiva inizialmente uno dei blocchi difensivi attorno al quale venne originariamente innalzata una prima rudimentale palizzata per bloccare i tentativi di invasione da parte degli Ungari e ne porta ancora oggi le tracce, tra i cumuli di pietra e le punte merlate tuttora visibili.

È nel ‘salotto della città’, infine, che si svolge il clou della vita moderna di Rovigo. Ci troviamo precisamente a Piazza Vittorio Emanuele II, dove, in un perfetto connubio tra passato e presente,all’interno della pianta trapezoidale si contengono l’attenzione dei posteri da un lato la colonna in pietra d’Istria con su in cima la riproduzione in ‘miniatura’ del fiero leone di San Marco, dall’altro il Museo Civico delle civiltà in Polesine, situato nell’ex monastero di San Bartolomeo.

Per chiunque ne avesse fin sopra i capelli dell’overdose di strade e quartieri lastricati in pietra e cemento, per disintossicarsi basta scegliere uno dei numerosi itinerar percorribili messi a disposizione dalle strutture ricettive della zona del vicino Parco del Delta del Po Veneto come Golena di Ca’ Pisani o l’Oasi di Ca’ Mello , raggiungibili sia in auto che tramite servizi ferroviari, e tuffarsi nella natura veneta.



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